Storia

Origini

Appena usciti dal bosco al guado della Puzzola, vengono incontro rigogliose le vigne di San Piero in Campo, della Gioiosa e della Wandanna, zone nelle quali la vigna prospera fin dai tempi più antichi. Lo testimoniano numerose carte di archivio, la più vetusta delle quali è dell’846 che offre espliciti riferimenti alla coltura della vite su queste terre ed alla produzione dei vini. Documento che mille anni più tardi, si lega inaspettatamente ai vitigni di origine francese, importati nel borgo tra la Lucchesia e la Valdinievole dal nobiluomo Marchi Magnani.
Fin dal IX secolo, come testimoniano i documenti di archivio, Montecarlo pratica la cultura della vite, un millennio prima che i suoi vini finiscano sulla tavola dei Medici e di casa Savoia e ricevano nel 1969 una delle prime Denominazioni di Origine Controllata italiane
Da un rogito notarile dell’846 d.C. , conservato presso l’archivio arcivescovile della curia di Lucca, si evince come il territorio dove oggi sorgono ancora i vitigni Wandanna conoscesse già la coltura della vite. Come si ricava dal testo in latino, i fratelli Cristiano e Walperto pagano parte delle rendite livellarie dei terreni dovute a Rachimundo, rettore della Pieve di San Piero in Campo eretta nel IV secolo, letteralmente con “vinum puro, a tertiam vices uba legittime calcata, et inde vinata” (“vino schietto di uva spremuta tre volte come vuole l'usanza e poi fatta fermentare”).

La storia di Wandanna

Anni 40
Il 16 novembre 1940 nasce a Montecarlo l’Azienda Agricola Wandanna
Anni 50
Il celebre cantante Luciano Tajoli diventa proprietario dell’azienda, suo il motto “Wandanna, il vino che fa cantare”
Anni 70
Prosegue la crescita dell’azienda con la gestione dei fratelli Guarino, la produzione si diversifica
Anni 90
Nel 1987 l’azienda passa ad Ivaldo Fantozzi, si ampliano i vigneti e si innestano nuove viti, la cantina è la prima computerizzata a Montecarlo. Si apre una nuova era.

La storia di Wandanna

La famiglia Fantozzi

Famiglia toscana radicata da secoli a Montecarlo, i Fantozzi sono da sempre commercianti, come vogliono le fonti di archivio pubbliche e private, con un occhio particolare al vino per tutto il corso del novecento dapprima con Ulisse Fantozzi, commerciante in vino, fino a quando il figlio Gino Fantozzi e, successivamente, il nipote Dottor Ivaldo Fantozzi ne divengono anche produttori. Oggi sono la moglie Giovanna, assieme ai figli Laura e Vittorio, a proseguire la tradizione di famiglia nella conduzione dell’azienda.
Ivaldo Fantozzi
Ivaldo Fantozzi
Il Dottor Ivaldo Fantozzi, proprietario della tenuta dal 1987, è alfiere dell’innovazione e modernizzazione della viticoltura Montecarlo registrata alla fine del secolo. Un toscano originale e montecarlese doc come i suoi vini, con la passione di chi ama creare cose buone e sincere resta immagine
Ulisse Fantozzi
Ulisse Fantozzi
Gino Fantozzi
Gino Fantozzi

Il vino di Montecarlo racconta la sua storia

846
Il documento più antico, attestante già in questo periodo la coltivazione della vite. Si parla di rendite livellarie in natura consistenti in “vinum puro, a tertiam vices uba legittime calcata, et inde vinata” (“vino puro, di uva pigiata tre volte secondo le regole, e poi fatta fermentare”)
1333
Nasce Montecarlo, in onore dell’Imperatore Carlo IV di Boemia. Già in questo periodo il Doge di Pisa Giovanni dell’Agnello, che governò Lucca tra il 1364 ed il 1368, richiede il vino “de terra Cerrugli”
1408
Papa Gregorio XII di transito a Montecarlo fa conoscenza del vino del luogo che vorrà con se sulle tavole romane. Dieci anni dopo è Paolo Guinigi, Signore di Lucca, a ricevere dal vicario Ghiova il trebbiano locale in fiaschi.
1623
Dominio fiorentino dal 1437 il vino di Montecarlo arriva direttamente alla tavola dei Medici “...atteso la Comunità di Montecarlo essere ordinario ogni anno per la festività del Glorioso San Giovanni Battista presentare a sua Altezza Serenissima fiaschi venti di tribbiano”
1889
Il nobiluomo Giulio Magnani, di ritorno da un’esperienza lavorativa nella zona dello Chablis in Borgogna, introduce alcuni vitigni da abbinare al trebbiano toscano per produrre un vino di maggior classe, profumato, leggero
1930
Il vino di Montecarlo continua a far parlare di se. Le cronache ufficiali lo vogliono presente nel 1930 ai festeggiamenti per le nozze reali del principe Umberto di Savoia e Maria José al Quirinale.
1969
Il Montecarlo Bianco riceve una tra le prime Doc toscane. È l’8 novembre 1969 quando la Gazzetta Ufficiale n. 283 ne riporta notizia
1985
Anche il Montecarlo rosso riceve la sua meritata Doc.Il calendario riporta la data del primo ottobre 1985.

Il vino di Montecarlo racconta la sua storia