Speciale - 01/06/2019

Stefano Chioccioli su Ivaldo Fantozzi


“Ho incontrato la prima volta Ivaldo nel 1992, quando a soli 32 anni iniziai la mia avventura come libero professionista. E’ stato uno dei primi a dare fiducia al mio lavoro e per questo gli sarò sempre grato e lo porterò per sempre nella mia memoria e nel mio cuore.

Capii di trovarmi di fronte ad una forte personalità! Una persona diretta, colta, con forti valori radicati nel lavoro e nella famiglia, insomma una persona in cui riconoscevo una parte del mio mondo. Il primo incontro nella vecchia cantina della Wandanna, con assaggio dei vini dalle vasche, fu un misto di stupore, ironia, scanzonatura e serietà: Ivaldo creò in mezz’ora quell’alchimia tipica dei nostri incontri in cui si parlava seriamente delle varie problematiche ed ogni tanto si scivolava nelle “burla” e nel sarcasmo intelligente, deciso anche a sdrammatizzare i problemi e nello stesso tempo a creare un clima di empatia. Aveva anche la grande dote di saper parlare al popolo ed al Re, di cambiare forma del linguaggio in funzione dell’interlocutore, con lo scopo di mettere a proprio agio le persone con cui parlava; allo stesso modo c’era un altro Ivaldo, l’Alpino, il combattente, l’uomo determinato che non aveva paura di nessuno ed era in grado di far fronte a chiunque in modo deciso per difendere le proprie idee ed opinioni.
Non era una persona che ti lasciava indifferente! Ci ho lavorato 25 anni e ricordarlo in poche righe non è semplice; è rimasto in me un pensiero vivo di simpatia, affetto, stima e riconoscenza.
In alto i cuori!”

Dottor Stefano Chioccioli

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